Venditori che non chiudono: come scoprire il problema dalle chiamate
Perché i venditori non chiudono: cosa manca in 1.027 trattative in videochiamata analizzate con askmentor, i segnali da cercare e come intervenire.
Nelle trattative che non si chiudono mancano spesso gli stessi passaggi: la richiesta della firma, la verifica di chi decide, la ricerca della causa di un'obiezione prima di rispondere. Sono comportamenti che si ripetono di chiamata in chiamata e che il CRM non vede: il CRM registra l'esito della trattativa, mentre quello che è stato detto resta nella conversazione.
Lo mostrano le conversazioni di tre aziende italiane analizzate nel 2026 con askmentor, piattaforma italiana di analisi delle conversazioni commerciali, soprattutto le videochiamate di un'azienda del fotovoltaico residenziale e di una società di finanza agevolata. Un esempio: in un'azienda del fotovoltaico residenziale, su 1.027 trattative in videochiamata la firma è stata chiesta solo 54 volte.
Questo articolo spiega dove cercare il problema, quali segnali guardare nelle chiamate e come intervenire, con i dati che lo sostengono e i loro limiti.
Perché i venditori non chiudono: cosa mostrano le trattative
Nelle trattative in videochiamata dell'azienda del fotovoltaico emerge uno schema chiaro: i venditori eseguono bene le fasi in cui parlano loro: presentano l'azienda, discutono il budget, mostrano l'offerta. Trascurano le fasi in cui devono chiedere qualcosa al cliente.
Nell'azienda del fotovoltaico, nelle 581 trattative in videochiamata successive alla simulazione dell'impianto, il budget veniva discusso nel 92% delle chiamate e l'offerta presentata nell'82%. Nelle stesse trattative i decisori erano coinvolti nel 12% dei casi e la firma veniva chiesta nel 4% (23 trattative su 581).
Da qui tre aree in cui conviene cercare per prime, più un quarto segnale, meno netto.
Non chiedono la firma
È il passaggio che manca di più. Su 1.027 trattative in videochiamata dell'azienda del fotovoltaico (gennaio-ottobre 2026), la firma è stata chiesta in 54. Delle 12 firme ottenute, 11 sono arrivate proprio in quelle 54 chiamate; nelle altre 973, una sola.
In 19 trattative su 20 la firma non è stata chiesta. Una chiusura tipica, da una di queste trattative: "ti invio direttamente via mail il preventivo... poi se vuoi mi fai sapere". Il passo successivo resta tutto nelle mani del cliente.
Non scoprono chi decide
Molte trattative si fermano su frasi come "ne parlo con mia moglie" o "devo sentire il socio". Spesso il venditore ha parlato con una sola delle persone che decidono e se ne accorge troppo tardi.
Nelle 338 videochiamate in cui l'azienda del fotovoltaico doveva fissare un appuntamento, i decisori venivano coinvolti solo nell'11,5% dei casi. In quelle chiamate (29 con esito registrato) l'appuntamento veniva fissato nel 55% dei casi, contro il 20% delle altre.
Una società di finanza agevolata, analizzata sulle prime consulenze in videochiamata (luglio-ottobre 2026), mostra la stessa direzione. Su circa 90 consulenze con esito registrato, il contratto è stato firmato nel 47% dei casi quando il venditore aveva identificato chi decide e nel 18% quando non l'aveva fatto. Il campione è piccolo e il confronto indica una correlazione.
Rispondono alle obiezioni senza cercarne la causa
Davanti a "costa troppo" il venditore tende a spiegare, giustificare, offrire uno sconto. La stessa frase però può voler dire cose diverse: manca il budget, il valore non è chiaro, c'è un'offerta più bassa, bisogna convincere qualcun altro.
Nelle consulenze della società di finanza agevolata (circa 143 videochiamate, ottobre 2026) sono state sollevate 144 obiezioni. Il venditore ne ha identificato la causa in 7, il 5%. In quei 7 casi la trattativa si è chiusa positivamente 3 volte; negli altri 137, una volta. Il primo gruppo è molto piccolo. Uno studio di Gong Labs su 67.149 incontri di vendita registrati misura una cosa diversa, la domanda fatta dopo un'obiezione, ma va nella stessa direzione: i venditori con i risultati migliori rispondevano a un'obiezione con una domanda nel 54,3% dei casi, contro il 31% della media (Gong Labs, 2019).
E spesso parlano troppo
Il quarto fattore è il più citato e il meno netto. Su 326.000 chiamate di vendita di almeno 10 minuti, Gong Labs ha misurato che, considerando tutti i venditori, si parlava in media il 57% del tempo nelle trattative vinte e il 62% in quelle perse, con monologhi più lunghi nelle trattative perse (Gong Labs, 2025). La differenza esiste ed è piccola: conviene usarla come segnale da affiancare agli altri tre.
Come si scopre il problema dalle chiamate
La diagnosi più comune dei responsabili commerciali è generica: "non sono abbastanza bravi", "i lead sono scarsi". Da una diagnosi così non nasce un intervento preciso. Per arrivarci servono dati raccolti sulle conversazioni, con gli stessi criteri per tutti i venditori.
Il metodo tradizionale è ascoltare le chiamate una per una, prendere appunti e dare un riscontro. Funziona con due o tre venditori. Con un team più grande il responsabile finisce per ascoltarne poche, scelte a caso o tra quelle andate peggio, e il quadro che ne ricava è parziale.
L'analisi strutturata delle chiamate segue quattro passi:
- Registrare le conversazioni in modo conforme alla legge: il cliente va informato e, per le chiamate dei dipendenti, servono le garanzie dello Statuto dei lavoratori. I requisiti sono spiegati nella guida su come registrare le chiamate dei venditori in Italia.
- Trascriverle e valutarle su passaggi osservabili: ha chiesto chi decide? Ha cercato la causa dell'obiezione? Ha chiesto un impegno con una data?
- Contare quante volte ogni passaggio viene eseguito, per venditore e per tipo di chiamata.
- Confrontare l'esecuzione con gli esiti, per capire quali passaggi si accompagnano alle trattative chiuse.
Il risultato cambia il tipo di conversazione con il venditore. Per esempio il responsabile può dire: "Marco parla per gran parte della chiamata e chiede l'impegno raramente; ecco tre chiamate di questa settimana in cui succede". Per scegliere quali indicatori seguire, la guida alle metriche delle chiamate di vendita li descrive uno per uno.
Altri segnali da cercare nelle chiamate
Oltre ai quattro punti descritti sopra, ci sono tre segnali che si riconoscono riascoltando una registrazione e si correggono con interventi mirati.
1. Presentazione prima delle domande. Il venditore parte con l'offerta prima di sapere chi ha davanti, che problema ha e chi decide. Il consiglio è semplice: aprire con una domanda di contesto e presentare solo dopo.
2. Chiusura senza un passo successivo con data. La chiamata finisce con "ci sentiamo" o "le mando il preventivo", senza un appuntamento, una data o un'azione concordata. È un segnale facile da correggere: basta una domanda prima di salutare, come "ho libero giovedì alle 10 o venerdì alle 15: quale preferisce?".
3. Il cliente non sa chi lo seguirà dopo. Il venditore chiude la chiamata senza presentare la persona o il passaggio che viene dopo, e il cliente resta senza un riferimento. Un esempio viene da 53 telefonate di un'accademia di formazione estetica, in cui l'operatore doveva fissare un appuntamento con un consulente. Il consulente veniva presentato solo in 13 telefonate; in quelle l'appuntamento veniva fissato nel 77% dei casi, contro il 33% delle altre. Con 13 casi è un segnale da verificare su numeri più grandi.
Cosa fare quando i venditori non chiudono
Gli interventi lavorano su tre livelli: il singolo venditore, il team e il processo. In tutti e tre conta la velocità con cui il dato arriva a chi deve usarlo.
Interventi individuali. I dati delle chiamate permettono di costruire un percorso diverso per ogni venditore. Chi parla troppo lavora sulle domande di scoperta; chi non chiede l'impegno lavora sulle frasi di chiusura e sulla proposta di una data. Il riscontro funziona meglio quando è legato a una chiamata precisa: "martedì, dopo l'obiezione sul prezzo, hai parlato per quattro minuti di fila e il cliente ha chiuso con un ci penso". Le tecniche di vendita raccolte da trattative reali offrono frasi pronte per ciascuno di questi passaggi.
Interventi di team. Quando lo stesso schema compare in più venditori, per esempio nessuno sa rispondere a "costa troppo", il problema è nel processo. La correzione è collettiva: aggiornare il playbook, aggiungere una risposta tipo, fare una sessione di simulazione su quell'obiezione.
Tempi di intervento. Conviene dare il riscontro il giorno dopo la chiamata, quando il venditore la ricorda ancora, invece di aspettare la riunione di revisione di fine mese.
Monitoraggio continuo. L'errore più comune è trattare l'analisi delle chiamate come un progetto una tantum. Conviene rivedere i dati ogni settimana e tenere il coaching continuo. Come costruire un percorso del genere è spiegato nella guida al coaching commerciale.
Il ciclo è questo: misurare, intervenire, verificare che il passaggio venga eseguito più spesso, ripetere. Quando un passaggio migliora, conviene controllare anche i KPI dei venditori che si leggono nel CRM, per vedere se gli esiti si muovono nella stessa direzione.
Come leggere questi dati
- Da dove vengono. Conversazioni analizzate con askmentor nel 2026. La parte più solida riguarda le videochiamate: 1.365 videochiamate di un'azienda del fotovoltaico residenziale (gennaio-ottobre, su circa 1.465 registrate), di cui 1.027 trattative vere e proprie per il dato sulla firma, e le prime consulenze di una società di finanza agevolata (luglio-ottobre). I dati sul telefono sono pochi: 53 telefonate di un'accademia di formazione estetica (gennaio-febbraio), con l'obiettivo di fissare un appuntamento.
- Cosa vuol dire "esito positivo". Lo definisce ciascuna azienda nel proprio playbook: l'appuntamento fissato nelle chiamate di fissaggio e nelle telefonate, il contratto firmato nelle consulenze di finanza agevolata. Il dato sulla firma chiesta usa le firme reali.
- Sono osservazioni. Quando chi esegue un passaggio ottiene risultati migliori, i dati indicano una direzione e non provano da soli che sia quel passaggio a causarli. Quando un gruppo è piccolo lo indichiamo.
- Valgono per queste aziende. Descrivono cosa succede in queste trattative e non vanno estesi a tutti i venditori italiani. Le tendenze generali vengono dagli studi esterni citati, raccolti su altre piattaforme e fuori dal mercato italiano.
Fonti e dati
- Dati askmentor, fotovoltaico residenziale, trattative in videochiamata, 2026: 581 trattative dopo la simulazione (budget discusso 92%, offerta presentata 82%, decisori coinvolti 12%, firma chiesta 4%); 338 chiamate di fissaggio appuntamento (decisori coinvolti 11,5%; appuntamento 55% contro 20%, 29 casi); 1.027 trattative per il dato sulla firma (chiesta in 54; 11 delle 12 firme in quelle 54)
- Dati askmentor, finanza agevolata, prime consulenze in videochiamata, luglio-ottobre 2026: centro decisionale identificato, contratto 47% contro 18% su circa 90 consulenze con esito registrato; 144 obiezioni in circa 143 consulenze, ottobre 2026 (causa identificata in 7; esito positivo 3 su 7 contro 1 su 137)
- Dati askmentor, formazione estetica, 53 telefonate per fissare un appuntamento, gennaio-febbraio 2026: consulente presentato in 13; appuntamento 77% contro 33%
- Gong Labs, le 7 tecniche di gestione delle obiezioni (2019, su 67.149 incontri di vendita registrati): domanda dopo l'obiezione nel 54,3% dei casi contro il 31%
- Gong Labs, rapporto tra parlato e ascolto (2025, su 326.000 chiamate di almeno 10 minuti): tutti i venditori, 57% di parlato nelle trattative vinte e 62% in quelle perse